Blog - Chiesa Evangelica Battista di Civitavecchia

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In un articolo online del 2014 sulle imprecazioni, si legge che l’imprecare sta diventando un luogo comune. In televisione, nei libri e nella conversazione quotidiana, il linguaggio volgare sta diventando normale. Spiega che questo tipo di espressione maleducata che ascoltiamo e leggiamo quasi non esisteva nei libri pubblicati tra il 1820 e la metà del 20° secolo. Poi, intorno al 1960 il linguaggio volgare ha avuto un drastico rialzo nella popolarità. Inoltre, la musica popolare, una volta zona proibita al più piccolo accenno di volgarità, è diventato tanto aperto al linguaggio colorito che espressioni volgari si trovano anche nei nomi dei gruppi musicali.
Jon Payne | 17/11/2017
Non sono pochi coloro che pensano che tutte le religioni dovrebbero sparire. Sarebbero infatti le responsabili di innumerevoli atrocità, guerre e odi accesi da generazioni. L'ateismo ha come uno dei suoi argomenti principali precisamente questa idea, e il fatto che l'elemento religioso sia attualmente presente in tutta una serie di conflitti armati sembrerebbe dargli ragione. E' necessario chiedersi se tutti costoro sono nel giusto, se in fin dei conti il cristianesimo e l'islam, per esempio, non siano in fondo la stessa cosa.
Pérez Ranchal | 8/9/2017
“Le grandi cose dell’esistenza sono date solo agli esseri che sanno pregare e il modo migliore di imparare è per mezzo della sofferenza.”
Victor Rey Riquelme | 22/4/2017
Nell’udienza papale di mercoledì 28 luglio 1999, l’allora papa Giovanni Paolo II (ora San Giovanni Paolo II) parlò dell’inferno. Ricordo le polemiche che le sue parole causarono. I mezzi di comunicazione, così affezionati al sensazionalismo – perfino quelli specializzati in temi religiosi – annunciarono ai quattro venti titoli come: “L’inferno non esiste e, se esiste, è vuoto!”. Parliamo di ormai 15 anni fa; lo ricordo bene perché allora ero Rettore del Seminario Teologico Battista Internazionale di Cali, Colombia (oggi Fondazione Battista Internazionale) e gli studenti, avidi di polemiche, fecero della notizia il tema di discussione obbligata in ogni classe.
Harold Segura C. | 20/3/2017
Non sono pochi coloro che pensano che tutte le religioni dovrebbero sparire. Sarebbero infatti le responsabili di innumerevoli atrocità, guerre e odi accesi da generazioni. L'ateismo ha come uno dei suoi argomenti principali precisamente questa idea, e il fatto che l'elemento religioso sia attualmente presente in tutta una serie di conflitti armati sembrerebbe dargli ragione. E' necessario chiedersi se tutti costoro sono nel giusto, se in fin dei conti il cristianesimo e l'islam, per esempio, non siano in fondo la stessa cosa.
Pérez Ranchal | 6/2/2017
Un teologo battista che ha trascorso un quarto di secolo a riformulare la dottrina Cristiana della Provvidenza dice che la maggior parte della tradizionale teologia sul male, la sofferenza e la bontà di Dio è sbagliata. “Nel 21° secolo viviamo ancora con una visione di Dio nel suo rapporto col mondo che fu elaborata nel periodo patristico e riconfermata nella Riforma Protestante. Questa ha caratterizzato la vita della chiesa nel XVIII, XIX e per la maggior parte del XX secolo”. Così si è espresso E. Frank Tupper, professore emerito di teologia alla Wake Forest University School of Divinity in una trasmissione via podcast.
Bob Allen | 15/1/2017
C’è una canzone di Joan Manuel Serrat che inizia con i seguenti versi: “Di tanto in tanto la vita ci bacia sulle labbra e a colori si apre come un atlante, ci porta in giro per le strade in volo, e ci sentiamo in buone mani.” E finisce dicendo:"Di tanto in tanto la vita ci fa uno scherzo e ci risvegliamo senza sapere cosa succede, succhiando un bastoncino seduti su una zucca."
Joana Ortega Raya | 6/1/2017
Una delle cose che sorprendono maggiormente quando si leggono i vangeli è il modo in cui Gesù, che pure fu protagonista di seri conflitti con i dirigenti religiosi del suo tempo (sacerdoti del tempio e teologi), sia, anche, un uomo con una profonda spiritualità. Gesù è stato molto spirituale in termini di ricerca e di apertura verso il Mistero, il Trascendente... verso chi sente vicino e personale e a cui si rivolge come Abbà. Parlava di Dio come di un Padre compassionevole e amorevole che vuole la felicità di tutti i suoi figli. Pregava Dio con intensità. La sua spiritualità possedeva, insieme a questa dimensione verticale, una forte dimensione orizzontale, manifestata dalla sua compassione e vicinanza agli ultimi del sistema (malati, poveri, donne, bambini...).
Jaume Trigné | 10/12/2016
Nella preghiera del Getsemani (Mc. 14:32-36), Gesù manifesta i suoi sentimenti più profondi. Angoscia e tristezza mortale. E’ allora che chiede al Padre (l’Abbà, il “babbo”) di allontanare da lui quella coppa di ineguagliabile sofferenza. In questo avvenimento ci sono due cose da mettere in risalto. Primo, lo stesso figlio di Dio esprime la parte più intima di se stesso ed è trasparente riguardo a ciò che lo affliggeva. Ma, in secondo luogo, quello che chiama l’attenzione, è il silenzio di Dio. Gesù non ha mai ricevuto risposta. Per questo, poco più tardi, griderà dalla croce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt. 27:46).
Nicolàs Panotto | 19/11/2016
«Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?» (Ap. 6:10). Il grido delle vittime che chiede vendetta per quelli che sono stati i loro carnefici giunge fino alla presenza di Dio. Egli, certamente, deve reagire di conseguenza … a meno che le vittime cambino e perdonino i propri carnefici.
Ignacio Simal Camps | 21/10/2016
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