Blog - Chiesa Evangelica Battista di Civitavecchia

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La sequela di Gesù come alternativa

Una delle cose che sorprendono maggiormente quando si leggono i vangeli è il modo in cui Gesù, che pure fu protagonista di seri conflitti con i dirigenti religiosi del suo tempo (sacerdoti del tempio e teologi), sia, anche, un uomo con una profonda spiritualità.

Gesù è stato molto spirituale in termini di ricerca e di apertura verso il Mistero, il Trascendente... verso chi sente vicino e personale e a cui si rivolge come Abbà.
Parlava di Dio come di un Padre compassionevole e amorevole che vuole la felicità di tutti i suoi figli. Pregava Dio con intensità. La sua spiritualità possedeva, insieme a questa dimensione verticale, una forte dimensione orizzontale, manifestata dalla sua compassione e vicinanza agli ultimi del sistema (malati, poveri, donne, bambini...).
Jaume Trigné | 10/12/2016

Quando Dio Tace: Imparare a vivere nel silenzio di Dio

Nella preghiera del Getsemani (Mc. 14:32-36), Gesù manifesta i suoi sentimenti più profondi. Angoscia e tristezza mortale. E’ allora che chiede al Padre (l’Abbà, il “babbo”) di allontanare da lui quella coppa di ineguagliabile sofferenza. In questo avvenimento ci sono due cose da mettere in risalto. Primo, lo stesso figlio di Dio esprime la parte più intima di se stesso ed è trasparente riguardo a ciò che lo affliggeva. Ma, in secondo luogo, quello che chiama l’attenzione, è il silenzio di Dio. Gesù non ha mai ricevuto risposta. Per questo, poco più tardi, griderà dalla croce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt. 27:46).
Nicolàs Panotto | 19/11/2016

Fino a quando?

«Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?» (Ap. 6:10). Il grido delle vittime che chiede vendetta per quelli che sono stati i loro carnefici giunge fino alla presenza di Dio. Egli, certamente, deve reagire di conseguenza … a meno che le vittime cambino e perdonino i propri carnefici.
Ignacio Simal Camps | 21/10/2016

Etsi Deus non daretur: Vivere come se Dio non esistesse

L’espressione viene attribuita al teologo e pastore, Dietrich Bonhoeffer (1906-1945). Tuttavia, il vero autore è il giurista, scrittore, poeta e teologo olandese, Hugo Grozio, che la avrebbe pronunciata tre secoli prima. Ovviamente, Bonhoeffer la riprende e la contestualizza dal punto di vista della realtà della sua prigionia: nella cella numero 92, di due metri quadrati per tre, nel carcere di Tegel a Berlino, Germania.
Alexander Cabezas | 10/10/2016

I dieci errori che commettono gli atei

Studio gli atei, gli agnostici e vari altri tipi di non credenti da molto tempo. Ho letto anche la maggior parte dei libri contro la religione pubblicati da quando Sam Harris ha dato il calcio d’inizio con “La Fine della Fede”.
E devo dire che ho alcune critiche da fare ai fratelli e sorelle che negano l’esistenza di Dio.
O forse, solo alcuni appunti.
Perché se si pensa veramente che la visione del mondo laica è superiore o perlomeno più razionale di quella religiosa e se si pensa veramente che il mondo sarebbe un posto migliore senza entità soprannaturali, orribili demoni e paffuti cherubini, io proporrei un piccolo autoesame.
Alcuni di voi fanno degli errori gravi.
Phil Zuckerman | 1/10/2016

10 cose che la chiesa NON può fare

La chiesa non è piena di cristiani? Purtroppo, la risposta che otterrete a questa domanda dipende molto dalle persone a cui chiederete. Certamente, la chiesa dovrebbe cercare di seguire Cristo, di osservare gli insegnamenti di Cristo, tuttavia, ci sono sempre più persone che dicono che la chiesa è piena di ipocriti. Non dicono che solo nella chiesa ci sono gli ipocriti, questo certamente non è vero, questi semplicemente dicono che c’è un numero sorprendentemente alto di gente che va in chiesa, che si definisce cristiana, ma le cui azioni sono il contrario di ciò che Gesù ha insegnato.
Mark Sandlin | 16/9/2016

Crisi di fede o di teologia?

Quando ci si addentra nelle cosiddette “crisi di fede” di molte persone si è soliti notare un’evidente divaricazione o discordanza tra l’immagine di Dio, la comprensione delle questioni spirituali e la realtà esistenziale di costoro. Questa mancata correlazione tra il paradigma creduto e il paradigma vissuto è alla base di numerose crisi di fede.
Jaume Trigné | 11/9/2016

Ho una crisi di fede! Una crisi di fede?

Sono molti anni che incontro e converso con persone che mi raccontano di passare attraverso una crisi di fede. Si sentono come se tutto il loro mondo di sicurezze religiose gli cadesse addosso. Si sentono mancare la terra sotto i piedi. Quando parlo con loro, mi accorgo di qualcosa di grande importanza: la crisi che molti di essi sperimentano non è necessariamente di fede, bensì è in relazione alla teologia in cui sono stati formati.
Ignacio Simal Camps | 5/9/2016
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