Blog - Chiesa Evangelica Battista di Civitavecchia

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Nove ragioni per le quali il coro è importante

Mi piace il coro e penso che una chiesa senza un coro mancherebbe di qualcosa di importante. Non dico che ciascuna chiesa debba averne per forza uno (io, infatti, frequento una chiesa che non ce l’ha), ma credo veramente all’importanza di avere un coro. Ecco perché:
Chuck Lawless | 14/4/2018

Le parole sono importanti: recuperare il discorso pulito in una cultura di profanità

In un articolo online del 2014 sulle imprecazioni, si legge che l’imprecare sta diventando un luogo comune. In televisione, nei libri e nella conversazione quotidiana, il linguaggio volgare sta diventando normale. Spiega che questo tipo di espressione maleducata che ascoltiamo e leggiamo quasi non esisteva nei libri pubblicati tra il 1820 e la metà del 20° secolo. Poi, intorno al 1960 il linguaggio volgare ha avuto un drastico rialzo nella popolarità. Inoltre, la musica popolare, una volta zona proibita al più piccolo accenno di volgarità, è diventato tanto aperto al linguaggio colorito che espressioni volgari si trovano anche nei nomi dei gruppi musicali.
Jon Payne | 17/11/2017

La sequela di Gesù come alternativa

Una delle cose che sorprendono maggiormente quando si leggono i vangeli è il modo in cui Gesù, che pure fu protagonista di seri conflitti con i dirigenti religiosi del suo tempo (sacerdoti del tempio e teologi), sia, anche, un uomo con una profonda spiritualità.

Gesù è stato molto spirituale in termini di ricerca e di apertura verso il Mistero, il Trascendente... verso chi sente vicino e personale e a cui si rivolge come Abbà.
Parlava di Dio come di un Padre compassionevole e amorevole che vuole la felicità di tutti i suoi figli. Pregava Dio con intensità. La sua spiritualità possedeva, insieme a questa dimensione verticale, una forte dimensione orizzontale, manifestata dalla sua compassione e vicinanza agli ultimi del sistema (malati, poveri, donne, bambini...).
Jaume Trigné | 10/12/2016

Quando Dio Tace: Imparare a vivere nel silenzio di Dio

Nella preghiera del Getsemani (Mc. 14:32-36), Gesù manifesta i suoi sentimenti più profondi. Angoscia e tristezza mortale. E’ allora che chiede al Padre (l’Abbà, il “babbo”) di allontanare da lui quella coppa di ineguagliabile sofferenza. In questo avvenimento ci sono due cose da mettere in risalto. Primo, lo stesso figlio di Dio esprime la parte più intima di se stesso ed è trasparente riguardo a ciò che lo affliggeva. Ma, in secondo luogo, quello che chiama l’attenzione, è il silenzio di Dio. Gesù non ha mai ricevuto risposta. Per questo, poco più tardi, griderà dalla croce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt. 27:46).
Nicolàs Panotto | 19/11/2016

Fino a quando?

«Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?» (Ap. 6:10). Il grido delle vittime che chiede vendetta per quelli che sono stati i loro carnefici giunge fino alla presenza di Dio. Egli, certamente, deve reagire di conseguenza … a meno che le vittime cambino e perdonino i propri carnefici.
Ignacio Simal Camps | 21/10/2016

Etsi Deus non daretur: Vivere come se Dio non esistesse

L’espressione viene attribuita al teologo e pastore, Dietrich Bonhoeffer (1906-1945). Tuttavia, il vero autore è il giurista, scrittore, poeta e teologo olandese, Hugo Grozio, che la avrebbe pronunciata tre secoli prima. Ovviamente, Bonhoeffer la riprende e la contestualizza dal punto di vista della realtà della sua prigionia: nella cella numero 92, di due metri quadrati per tre, nel carcere di Tegel a Berlino, Germania.
Alexander Cabezas | 10/10/2016

Crisi di fede o di teologia?

Quando ci si addentra nelle cosiddette “crisi di fede” di molte persone si è soliti notare un’evidente divaricazione o discordanza tra l’immagine di Dio, la comprensione delle questioni spirituali e la realtà esistenziale di costoro. Questa mancata correlazione tra il paradigma creduto e il paradigma vissuto è alla base di numerose crisi di fede.
Jaume Trigné | 11/9/2016

Ho una crisi di fede! Una crisi di fede?

Sono molti anni che incontro e converso con persone che mi raccontano di passare attraverso una crisi di fede. Si sentono come se tutto il loro mondo di sicurezze religiose gli cadesse addosso. Si sentono mancare la terra sotto i piedi. Quando parlo con loro, mi accorgo di qualcosa di grande importanza: la crisi che molti di essi sperimentano non è necessariamente di fede, bensì è in relazione alla teologia in cui sono stati formati.
Ignacio Simal Camps | 5/9/2016
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